domenica 21 febbraio 2010

Bresso vs Cota in mezz'ora: commenti e analisi


Dopo aver assistito alla doppia intervista di Lucia Annunziata a Mercedes Bresso e Roberto Cota (che troverete qui nei prossimi giorni), forse l'unico faccia a faccia che avremo occasione di vedere in questa campagna elettorale, vado con una serie di commenti sparsi.

Mercedes Bresso. Pettinata ad arte per l'occasione, complimenti alla stylist. Sempre in controllo, appare abbastanza tranquilla (a parte qualche grattino di troppo sotto il mento), parla con pacatezza e sorride con un misto di divertimento e spavalderia quando Cota cerca di metterla in difficoltà. Lucida, sul punto, non tergiversa (se non sulla domanda relativa al peso degli Agnelli a Torino), risponde a tono.

Roberto Cota. Mai in partita. Troppo garbato, per nulla incisivo, gobbo sulla sedia, ad un certo punto verso la fine si prende anche la testa tra le mani in un gesto di confusione/sconfitta. Prova a mettere in difficoltà la Bresso un paio di volte ma non è sul pezzo, non c'è elettricità in quel che dice, sembra non esserne convinto neanche lui. Disastroso sulla domanda relativa al nucleare in cui la sua unica preoccupazione sembra essere quella di non contraddirsi. Tempismo sbagliato, forse troppa pressione, un patatrak.

Cota fa però le due domande che possono davvero mettere in crisi la Bresso, la prima sul come mettere d'accordo le contraddizioni interne alla sua coalizione, la seconda sulla presenza di un esponente No-tav (Chieppa) nel suo listino, ma la Bresso usa un'intelligente strategia del non nascondere i punti critici della sua coalizione con bassa retorica, ma al contrario ne parla con trasparenza e fornisce prove sul fatto che ciò non provocherà disturbi (la sua maggioranza non è mai andata in crisi in questi 5 anni pur facendone parte Rifondazione e i Comunisti italiani). Cota avrebbe potuto infilare il coltello nella piaga ma non lo fa, è tanto garbato (e per questo ha la mia approvazione: in un'Italia dove in Parlamento ci si prende a pugni, il suo modo di fare merita plauso. Però non serve in campagna elettorale.)

Cota va in crisi con il nucleare (una débacle completa), cerca di attaccare la Bresso sul Grinzane, le domande poste dalla Annunziata sono poi di carattere generale e di competenza più nazionale che regionale e lui fa il meglio che può. Risponde bene a diverse domande (come quella sulle banche), ma non c'è emozione quando parla e quando tocca alla Bresso dare il suo parere tutto quanto detto da Cota sparisce nel dimenticatoio del cervello.

Insomma, Cota non convince e Bresso stravince. Concordate?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Pienamente d'accordo. Bresso stravince. La cosa più strana è che Cota è abituato alle interviste televisive. Mentre ieri balbettava, sul nucleare ma anche sulla TAV e su tutto il resto. Bresso invece ha indovinato tutto, compreso il look da mamma saggia ma moderna. Se Cota non trova la misura rischia davvero grosso.
Luca

associazione ha detto...

Vivo in Piemonte, ad Azeglio, da quando sono nato, 67 anni or sono, e del dibattito di ieri posso dire che Cota mi ha offeso. Come si fa a dire che il Piemonte ha vissuto cinque anni di declino? Possibile che non trovi altri argomenti per contrastare la Bresso? Eppure ce ne sarebbero, per esempio l'indiscriminata concessione di permessi per la grande distribuzione che uccide il piccolo commerciante. No, Cota non si può proprio votarlo.

Dario Cracco ha detto...

Concordo con voi. Eppure oggi leggo sui giornali un riscontro diametralmente opposto, dove è Cota a uscire vincitore dal confronto, o al massimo finisce in pareggio...

Anonimo ha detto...

anch'io ho letto sulla Stampa che ha vinto Cota. Però se leggi l'articolo scopri che l'ha detto Klaus Davi... Ha vinto la Bresso, date retta, alla grande.

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