giovedì 18 novembre 2010

mercoledì 17 novembre 2010

L'annosa questione Ikea

Ammetto che ero sicuro che sarebbe filato tutto liscio, quando leggevo del nuovo centro Ikea a La Loggia mesi fa. Pensavo persino che tutti gli ok burocratici fossero già stati dati e assimilati. Quindi leggere dell'autorizzazione negata da parte della Provincia mi ha fatto sussultare. Ma veniamo ai fatti.

Ikea ha presentato un progetto di investimento di 80 milioni di euro per la costruzione del secondo centro commerciale dell'area Torinese, dopo quello nuovo nuovo di Collegno che ha sostituito quello più piccolo (e storico) di Grugliasco presso Le Gru. Il sito scelto è un'area verde de La Loggia, comune della cintura sud di Torino.

La Provincia, con grande stupore di tutti, ha negato l'autorizzazione a procedere alla costruzione del complesso, adducendo motivazioni che tutelano quanto scritto nel piano territoriale di coordinamento (ptc): questo piano prevede infatti che sia bloccata ogni cementificazione di aree agricole e libere in provincia di Torino, preferendo invece una riurbanizzazione delle aree industriali o commerciali dismesse.

Premetto che le ragioni della Provincia sono sacrosante. Stiamo costruendo a più non posso, togliendo tanto di quel verde che ormai rimane solo appunto nelle periferie torinesi e nella cintura. E' necessario porre un freno. Tanto più che di aree industriali dismesse a Torino ce ne sono davvero molte.

E' anche vero però che l'emergenza più sentita in questo periodo, in questi anni di crisi, è l'occupazione: un nuovo centro Ikea darebbe lavoro a 500 (e forse più) persone.

Io, da ambientalista convinto quale sono, privilegerei la seconda considerazione qualora non fosse possibile raggiungere un compromesso. Compromesso che, da entrambe le parti, deve essere cercato: la Provincia non ha negato la costruzione tout court, ha spinto affinché venisse scelto un altro sito. Ora sta all'Ikea cercare di andare incontro a quella ecosostenibilità che tanto decanta nel suo centro commerciale.

Rimane il fatto che un investimento di 80 milioni di euro non capita tutti i giorni e perderlo sarebbe una sconfitta per tutti. Per questo chiedo prudenza e buon senso da parte di tutti.

martedì 16 novembre 2010

Il naufragar del PD secondo Andrea Sarubbi

Ecco, seguendo il post di poco fa, Andrea Sarubbi sull'esito delle primarie di Milano:

Voglia di sinistra. Il Pd sta scimmiottando troppo l’Udc, vuole guardare al centro e non ha capito che invece i suoi elettori vogliono un grande partito di sinistra. Moderno, ma di sinistra. Per questo, ieri, hanno scelto Pisapia: perché Boeri era troppo moderato, troppo perbenino, troppo raffinatello per un partito che voglia parlare al popolo. Per questo, prima delle Regionali, scelsero Vendola. Questa tesi, però, non funziona se applicata alle primarie di Firenze – lì vinse Renzi, che rispetto al candidato ufficiale del partito era certamente meno a sinistra – e neppure a quelle di Faenza, dove un giovane medico proveniente dal volontariato cattolico stracciò tutti.

E il naufragar m'è dolce in questo mare

Sono basito: ma come fanno Fioroni, Gentiloni&Co. a dire che il PD perde perché naufraga TROPPO a sinistra? Ma hanno bevuto?

sabato 13 novembre 2010

Profumopoli/3

Salvatore Tropea su Repubblica dice cose giuste su Profumo e Primarie:

Le primarie o sono pensate, organizzate e realizzate seriamente o non servono a un bel nulla. A Profumo devono averglielo detto ma sembra che faccia qualche fatica a recepire il messaggio.
E ancora:

Se il rettore del Politecnico accetta di andare alle pimarie e di confrontarsi a viso aperto come questo metodo prevede, allora potrà essere il candidato di area forte del Pd. Se al contrario lui ha in mente di andare verso primarie di incoronazione, allora la sua corsa, ammesso che cominci, non lo porterà lontano.

Sacrosanto, come peraltro si era già detto qui. Secondo me la candidatura di Profumo è ottima (e mi stupisco che il 55% non trovi il suo profilo adeguato alla candidatura per il posto di Sindaco), ma il Rettore deve avere l'umiltà di passare attraverso le primarie. Del resto, come leggevo ieri su Repubblica, come può uno che ha paura del giudizio popolare pensare di guidare una città di un milione di abitanti?

E se, malauguratamente, il PD dovesse davvero fare le primarie come dice, e Profumo accettasse invece l'investitura solenne di UDC, API e Moderati spaccando il centrosinistra... nessuno sarà perdonato per aver consegnato la città ottimamente guidata da 10 anni di centrosinistra al centrodestra.

giovedì 11 novembre 2010

lunedì 8 novembre 2010

Profumopoli/2

Stando a un sondaggio della Stampa, il 52% dei votanti non ritiene Profumo un candidato credibile come futuro sindaco di Torino. Hanno votato solo 701 persone alle 23.30 di oggi, vedremo come finirà.

Aggiornamento; ora che hanno votato in 1300, è il 54% che non lo ritiene credibile come sindaco. Sarebbe curioso sapere se per via del suo profilo (che a me sembra ineccepibile) o per via degli infiniti tentennamenti a scendere in campo.

Terza Fed Cup per l'Italia

Lontana dalla copertura mediatica della (disastrosa) squadra di Davis maschile, la squadra femminile non ha subito pressioni ed è potuta crescere con basi solide e uno spirito di squadra incredibile: cinque finali in cinque anni, tre successi, ieri il terzo contro gli Stati Uniti. Grandissime ragazze, grandissime Pennetta e Schiavone, grandissima Italia.

sabato 6 novembre 2010

Buchi neri

Ma al TG5 sono scomparse le notizie di politica?
Sono passati dal caso Misseri al caso Bruino alla visita del Papa in Spagna.
Ma la direzione del PDL? Ma la preparazione del convegno di FLI? E il wi-fi libero finalmente approvato?

Mi perplimo.

venerdì 5 novembre 2010

mercoledì 3 novembre 2010

Profumo di primarie

Oggi Repubblica dedica una pagina completa della sua edizione torinese al toto aspiranti sindaci, tracciando un breve profilo per ogni possibile candidato. Nomi che ormai circolano da un po' (a parte Giorgis, che non avevo mai sentito nominare prima nella rosa di successori di Chiamparino).

Qui si sa da tempo come la pensa chi scrive: ben vengano le primarie insomma, ma che ci si sbrighi a organizzarle.
E si colga l'occasione per dire un "no, grazie" a chi alle primarie non vuole partecipare. In una città dove il centrosinistra è avanti di 15 punti rispetto al centrodestra, avere l'investitura ufficiale di candidato della sinistra equivale ad avere una scarpa già a Palazzo di Città: e la pretesa di farlo senza passare dalle primarie mi sembra troppo facile. Mi sembra un regalo, quando invece la candidatura è una cosa che bisogna meritare.
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