martedì 7 febbraio 2012

Aperitivo con sfilata da Moreno Per Spazio in via Modane 20


Venerdì sera tornerò (dopo anni di assenza) nella stilosa location di via Modane 20 al Moreno Per Spazio per un aperitivo con sfilata organizzato da una mia cara amica.
Sfileranno gli abiti dei marchi Clophi e HanselGretel per la donna e Qshop per l'uomo.
L'ingresso è libero e sono previste circa un centinaio di persone. L'appuntamento è quindi in via Modane 20 intorno alle 20.30.



mercoledì 1 febbraio 2012

Dove piazzare il wi-fi gratuito?

Il Comune di Torino ha aperto le consultazioni per decidere in quali punti della città installare il wifi gratuito. C'è la possibilità di proporre nuovi luoghi spiegandone le motivazioni e di votare le proposte già inserite in una mappa della città. Dove? A questa pagina. La consultazione terminerà il 31 marzo. Quanto mi piace la democrazia partecipata.



sabato 7 gennaio 2012

Via dell'Università

Squillino le trombe, Torino ha una nuova via dal nome pomposo e seicentesco: via dell'Università.



In realtà "via dell'Università" è il nome del nuovo percorso ciclabile a doppio senso di marcia che si trova su via Borelli, sconosciuta via a senso unico che non è altro che il prolungamento di via Montebello tra Corso Regina Margherita e Lungo Dora Siena.


Tra le caratteristiche di questo nuovo percorso ciclabile non spicca certamente la lunghezza: via dell'Università si interrompe infatti dopo 20 metri dal maestoso segnale di inizio.


In realtà quello di via Borelli è il primo minuscolo pezzettino di un percorso ciclabile più lungo che attraverserà il centro di Torino da nord a sud toccando tutte le residenze e le sedi universitarie, come approvato dalla delibera del consiglio comunale di Torino il 20 settembre 2010.
Al tratto di via Borelli in particolare seguirà probabilmente (non ho trovato notizie in merito in rete) il prolungamento su Lungo Dora Siena per raggiungere il nuovo gigantesco campus universitario di Norman Foster.





venerdì 6 gennaio 2012

Senza gianduiotti



Non ricordavo Piazza Solferino libera dai gianduiotti: devo dire che rende davvero meglio senza. 








sabato 17 dicembre 2011

As seen on tv

Ma questi schermi, sui bus, da quando li hanno messi?






Torino è la quinta città più intasata d'Italia

I risultati della ricerca del centro studi Tom Tom, che fa capo all'azienda produttrice di navigatori satellitari, stila una classifica delle città italiane più caotiche e trafficate in cui Torino è in quinta posizione, con il 23,6% di strade regolarmente intasate. Peggio di noi solo Genova, Roma, Napoli e Milano, la peggiore.

Un 'merito' particolare spetta a via Cigna: l'osservatorio stila infatti anche una lista delle strade più trafficate d'Italia e via Cigna, nonostante gli ultimi cambiamenti urbanistici, è al settimo posto. Non troppo male, si direbbe: l'anno scorso era stata al secondo.



lunedì 12 dicembre 2011

Nuovo orario dei treni: i cambiamenti per Torino

Dal 12 dicembre scatta il nuovo orario ferroviario invernale. Ne avevamo già parlato qui a proposito della soppressione del servizio Artesia Torino-Parigi in TGV. In realtà il servizio viene ereditato dalla SNCF, la società ferroviaria nazionale francese. Qui sono elencati tutti i cambiamenti:

Frecciarossa. Due treni in più sulla Torino - Milano - Roma con fermate a Milano Garibaldi, Rogoredo, Bologna, Firenze, Tiburtina. Potenziata la fascia mattutina tra Torino e Milano, con 5 treni in partenza tra le 6.30 e le ore 9, tre dei quali concentrati tra le 7.37 e le 8.02. Il Torino-Roma delle 18.42 fermerà la sua corsa a Milano (nuova partenza da Torino alle 18.39).

Frecciabianca. Potenziata l'offerta con un nuovo collegamento Torino - Milano - Trieste, tre nuove corse Venezia (p.17.20) - Torino (a.21.55), Torino (p.17.05) - Venezia (a.21.40) e Milano (p.12.35) - Venezia (a.15.10).

Offerta giorno/notte. L'hub di Bologna Centrale offrirà servizi diurni da e per Torino, Milano, Bolzano, Venezia, Trieste e gli altri capoluoghi del nord.

Intercity. Confermati quelli tra Torino e Genova.

Trasporto regionale. Invariata l'offerta sulle linee piemontesi con l'eccezione delle linee Torino - Milano, Biella - Milano, Torino - Bardonecchia e Torino - Susa, dove il servizio viene potenziato. Da Torino a Milano, e viceversa, aggiunta una coppia di regionali veloci che porterà la frequenza nelle ore di punta ad un treno ogni 20-25 minuti. Da Torino, al minuto 20 di ogni ora, partirà un treno per Bardonecchia. Altrettanto al minuto 45 per Susa.

Torino-Lione-Parigi. Spariscono i treni Artesia e debutta il servizio svolto dalle ferrovie francesi. Tre treni alle 7.46, 12.40 (sabato e domenica un'ora prima), 17.35. L'offerta prevede una nuova gamma di tariffe con prezzi di sola andata a partire da 25 euro in seconda classe. (prenotazioni e info su http://www.tgv-europe.it/it/)



domenica 11 dicembre 2011

Trovarsi bene a Torino

L'altro giorno, cercando una buona idea per qualche regalo di Natale, ho sfogliato in libreria un libro di Philippe Delerm, Il piccolo libro degli istanti perfetti. Con mia sorpresa, scopro che il primo capitolo dopo il prologo parla proprio dell'esperienza dell'autore a Torino; due paginette di commenti sparsi tratti dalla sua visita a Torino avvenuta probabilmente nei primi anni '80 a cui Delerm ha dato un titolo che fa ben sperare "Trovarsi bene a Torino":


Non è che si fossero profusi in commenti entusiasti. Giusto una punta di bonaria sufficienza nell’inflessione calante della frase: «Ah! Vai a Torino!» Molti non detto in una simile riserva. Torino non è propriamente l’Italia. In un Paese che trabocca di città affascinanti, questo nome è quasi respingente. L’idea di un’industrializzazione ingombrante, e anche la vicinanza riduttiva del confine. Parallelamente maturano già la prospettiva di rimanerne piacevolmente meravigliati, la salubre speranza di rovesciare gli archetipi.
Sorpresa. Non serve sforzarsi. Le piazze di Torino sono ampie, molto più belle di quanto potessimo immaginare. Certo, non ci sentiamo troppo spaesati dall’opulenza dei palazzi, ma una sorprendente aria di libertà aleggia in questo inizio d’ottobre assolato. Ci arrischiamo a un tavolino all’aperto, ben sapendo che con il buio non tarderà ad arrivare anche il fresco. Lasciando piazza Castello scopriamo il fascino d’epoca della Galleria Subalpina, un antico passaggio coperto dalle vetrate quasi nordiche, o slave.
La mattina, la città mormora prestissimo, tutto è rapido, indaffarato. Scivolare oziosi tra la folla è facile, anche controcorrente. Sotto gli archi, i negozietti di libri usati sono sommersi da un disordine che ha poco a che vedere con l’impero Fiat. Proseguiamo sul Lungo Po. A ovest scorgiamo alcune cime alpine. Davanti, colline disseminate di ville patrizie. Ci avviciniamo al fiume. I circoli di canottaggio sparsi lungo le sponde hanno un’aria british mista a un’eleganza tutta italiana.
I motivi per ammirare, per sentirsi in armonia non mancano, ma il migliore deriva anche da quel pizzico di malafede iniziale che ha il suo posto nell’alchimia del piacere. Amare ciò che gli altri hanno disdegnato, ciò di cui diffidano. Non si tratta tanto di fare gli iconoclasti, quanto di propiziarsi una capacità di stupore personale. Non siamo come Léautaud, che comprava le copie del Nipote di Rameau per paura che cadessero in mani sbagliate. Ma non rientriamo nemmeno tra quelli che hanno voglia di leggere solo ciò che leggono gli altri. Ci piace credere un po’ in noi stessi. Trovarsi bene a Torino.

Come ogni torinese tutte le volte che i forestieri riconoscono la bellezza della città, mi sono sentito lusingato e ovviamente non ho potuto non comprare il libro (che tra l'altro è molto bello nella sua placidità, da leggere durante un viaggio o su un treno).



sabato 19 novembre 2011

Riapre la Palazzina di Caccia di Stupinigi





Altre immagini qui.



sabato 12 novembre 2011

Da dicembre niente più treni da Torino per Parigi

Da dicembre addio alle linee Artesia: il collegamento con convogli italiani obbligherà a un'odissea attraverso Lombardi e Svizzera per un totale di quasi undici ore


di MARIACHIARA GIACOSA per Repubblica Torino

DA DICEMBRE in Francia si va con i francesi. A meno che uno non abbia intenzione di prendersi un giorno di ferie per fare poco meno di 320 chilometri. Dal 12 dicembre infatti spariscono dall'orario ferroviario i treni veloci di Artesia, la società di Trenitalia e Ferrovie francesi, che si è sciolta alcuni mesi fa e che fino ad ora ha garantito tre collegamenti al giorno tra Torino e Lione. Sparirà anche il servizio di autobus messo in piedi da Piemonte e Rhone Alpes per ovviare ai disservizi provocati dai lavori degli ultimi anni sulla linea ferroviaria e alla soppressione di alcuni treni per problemi di omologazione.

L'unica soluzione made in Italy per passare le Alpi resterà un lunghissimo giro passando da Milano, dalla Svizzera, per poi scendere verso la Francia e Lione. Un esempio? Si può partire alle 8.30 da Porta Nuova, fare tappa a Milano Centrale, gironzolare per il nord ovest, passando ben tre confini, per poi approdare quasi 11 ore dopo in terra lionese. Se poi si parte alle sei di sera, possono servire addirittura tre treni e 14 ore e mezza di dondolio ferroviario prima di arrivare a destinazione. Insomma, un'odissea.

Si rassegnino i patriottici, per espatriare in carrozza sarà meglio affidarsi ai cugini d'oltralpe. Il servizio sarà presentato solo il 22 novembre, ma qualche anticipazione si sa già. Tre treni al giorno - mattino, ora di pranzo e tardo pomeriggio - partiranno da Milano per raggiungere Lione Saint Exupery, che è la stazione dell'aeroporto collegata con la città con treni metropolitani e autobus. Durata del viaggio: tre ore e mezza. Fermate a Torino, Oulx e Bardonecchia, dove il treno potrà fermarsi perché si tratta di stazioni di confine. Ancora incerte, per decisione dell'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari (lo stesso che ha stoppato per due volte Arenaways), le fermate a Novara e Vercelli. A gestire il servizio sarà la Svi, Servizio viaggiatori Italia, una società creata appositamente dalle Ferrovie francesi per sbarcare sul mercato italiano dopo la fine della partnership con Trenitalia. Fino a giugno sarà l'unica soluzione per mettere piede, via treno, in terra francese. Per l'estate dovrebbero invece arrivare i nuovi collegamenti giornalieri Torino-Lione annunciati a settembre dalla nuova società creata da Trenitalia e Veolia, il colosso francese della mobilità. Ma su questo ancora non ci sono dettagli.



venerdì 11 novembre 2011

Università e urbanistica: lavori in corso

Ancora qualche giorno e si saprà il nome del costruttore dell’aula magna dell’Università di Torino al Maneggio Chiablese. Un progetto che si trasformerà in realtà in un paio di anni, il periodo previsto dal cantiere per completare la costruzione dell’opera.

La futura aula magna


E’ uno dei tanti progetti che l’ateneo torinese sta portando avanti come hanno spiegato ai Consiglieri comunali il rettore Ezio Pelizzetti, il Prorettore Sergio Roda e il vice rettore Salvatore Coluccia in Commissione Cultura.

Proseguono intanto i lavori sul lungo Dora nell’area ex Italgas alla costruzione del campus Luigi Einaudi. Per i sette edifici che ospiteranno, tra le altre cose, le lezioni delle facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza e una delle biblioteche universitarie più importanti d’Italia è confermata la data di inaugurazione. Sarà il 21 settembre 2012, giusto in tempo per l’inizio delle lezioni dell’anno accademico 2012-2013.


Il progetto sul piazzale Aldo Moro

Una conferma è giunta anche a proposito dei lavori di rinnovo di Palazzo Nuovo, in particolare per la nuova facciata e il rinnovo degli impianti elettrici.

Ma sono stati tanti gli aspetti descritti dai vertici dell’ateneo torinese riguardo le molteplici attività svolte: l’attività culturale, sportiva, l’internalizzazione e la cooperazione, la formazione post laurea. Una struttura in continua evoluzione. E a tale proposito il presidente della Commisione Luca Cassiani ha preannunciato un sopralluogo il prossimo 20 dicembre al cantiere sul Lungo Dora nell’area ex Italgas. Più in la nel tempo i consiglieri e l’assessore all’ediliza scolastica Mariagrazia Pellegrino andranno a vedere, in un ulteriore sopralluogo, le strutture universitarie nell’area della ex Manifattura Tabacchi. 

Nelle foto: Le simulazioni grafiche di due progetti dell’Università degli studi di Torino. Dall’alto; La nuova aula magna al Maneggio Chiablese della Cavallerizza Reale. Più in basso; A fianco di Palazzo Nuovo (in basso a sinistra) si sta lavorando nell’area del piazzale Aldo Moro dove sorgeranno nuovi spazi per l’ateneo torinese.


via CittAgorà




mercoledì 9 novembre 2011

Le nuove luci d'artista

Me likey!
In via Carlo Alberto.






domenica 6 novembre 2011

#allertameteoPM


L'aggiornamento sul livello dei fiumi torinesi e piemontesi, vaibilità e comunicazioni urgenti in diretta su Twitter #allertameteoPM .



lunedì 31 ottobre 2011

Piazza Bodoni: 120 anni di Alfonso La Marmora


Il 25 ottobre del 1891 fu eretta la statua centrale di piazza Bodoni dedicata ad Alfonso Ferrero della Marmora.
Generale e Primo Ministro sia del Regno di Sardegna sia del neonato Regno d'Italia, La Marmora nacque a Torino nel 1804 e si trovò nella scomoda posizione di Primo Ministro quando, per effetto del trattato franco-italiano firmato dal suo predecessore Minghetti nel 1864, la capitale italiana dovette essere trasferita da Torino a Firenze (qui il racconto: parte I, parte II). A Firenze morì nel 1878 e fu sepolto a Biella, città dei La Marmora.

Il Municipio di Torino, dopo la morte del La Marmora il 5 gennaio 1878 lanciò una sottoscrizione, si raccolsero in un primo tempo 23.000 lire a cui si aggiunse il ricavato dalla vendita de Ricordi della giovinezza opera del La Marmora. L’incarico venne affidato al Grimaldi che si offrì di eseguirlo gratuitamente accontentandosi di un grande studio in via della Rocca, mentre Tommaso La Marmora, nipote del generale, si incaricò dell’esecuzione. Vi furono dibattiti per il luogo in cui porre la statua, dapprima si pensò alla piazza Maria Teresa dove il La Marmora abitò per lungo tempo, solo nel 1886 il Comune decise per la sistemazione in piazza Bodoni. I lavori non proseguivano e il nipote si assunse parte degli oneri finanziari, nel 1887 si iniziò la costruzione delle fondazioni e nel 1889 veniva fusa la statua nel Regio Arsenale di Torino ed inaugurata con fastosa cerimonia solo nell’ottobre 1891.  (www.piemonte-italia.eu)






martedì 25 ottobre 2011

Tra Torino e Borgaro altri 850 metri di pista ciclopedonale

Approvato dal Comune di Torino il progetto definitivo per la realizzazione di un nuovo tratto della pista che collega il capoluogo a Borgaro e Settimo. L'intervento rientra nelle opere previste dalla "Tangenziale verde"

Il Comune di Torino ha approvato oggi il progetto definitivo di un nuovo tratto di pista ciclabile che sorgerà tra il capoluogo, Borgaro e Settimo. Il percorso si sviluppa per circa 850 metri lungo la strada comunale del Villaretto e si innesta nel Comune di Borgaro con la pista ciclabile già esistente proveniente dalla Cascina Santa Cristina. L’opera metterà quindi in collegamento il quartiere del Villaretto con la rete extracomunale già esistente e costerà alla città 110 mila euro, reperiti attraverso i finanziamenti ministeriali al Prusst.

L’opera è compresa nell’ambito del progetto “Tangenziale Verde”, un'area cuscinetto tra i comuni di Borgaro, Settimo Torinese e Torino, che prevede la creazione di un parco intercomunale di connessione tra parchi urbani e regionali con relative opere di difesa idraulica, il recupero del comprensorio dei laghi di cava di Torino e Borgaro, 40 km complessivi di percorsi ciclopedonali e la definizione di aree da destinare alla rilocalizzazione di attività produttive.
La tangenziale verde comprenderà il territorio metropolitano tra i torrenti Stura e Malone per un totale di 2.800.000 m², collegando il Parco del Po Torinese con il Parco regionale La Mandria.

via http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=108853



martedì 18 ottobre 2011

Ecosistema Urbano: Legambiente mette Torino all'8° posto tra le grandi città


Anche quest'anno Legambiente mette in riga i 104 capoluoghi di provincia italiani distinguendo tra bravi e cattivi, best e worst practices nel suo rapporto Ecosistema Urbano. Le città sono state divise in tre classi, a seconda del numero di abitanti: Torino rientra nelle grandi città, insieme con le altre 14 città italiane con più di 200.000 abitanti. Torino si piazza all'8° posto nella classifica finale, un posto al centro del ranking che potrebbe sembrare senza infamia e senza lodi, ma non è proprio così: Torino eccelle in alcuni aspetti e si distrugge sotto altri, vediamoli uno per uno.

Il rapporto Legambiente inizia con la qualità dell'aria: Torino nuovamente maglia nera. Se non brilliamo per NO2 e Ozono, siamo proprio ultimi per quantità di polveri sottili PM10 nell'aria. Ma già lo sapevamo.

Migliori news vengono dal sistema idrico, dove Torino è un po' sprecona (11° posto nella classifica di chi consuma meno acqua) ma almeno tecnicamente solo il 22% di acqua è dispersa, che ci vale il 2° posto dopo Milano. Siamo al primo posto, con Milano, anche nella capacità di depurazione (100%).

Rifiuti. Anche qui il lavoro fatto negli anni passati frutta bei piazzamenti: 5° tra chi produce meno rifiuti (noi ne produciamo 540 kg/ab annui), 2° nella raccolta differenziata - solo Verona fa meglio del nostro 42%.

Torino non brilla in quanto a trasporto pubblico, siamo pessimi nel tasso di motorizzazione auto (61 auto circolanti ogni 100 abitanti, che ci vale un 13° posto) ma ci riprendiamo in quello delle moto (solo 8 motocicli ogni 100 abitanti, meglio di noi solo Venezia, il che è tutto dire).

Isole pedonali: Torino 5° posto in classifica con 0,44 mq/ab, dopo Venezia, Firenze, Padova e Trieste.

Torino è 5° anche in quanto a piste ciclabili (mq/ab), dopo Padove, Venezia, Verona e Bologna. In totale, siamo al quarto posto come indice di ciclabilità - che valuta indicatori quali presenza di biciplan, ufficio biciclette, segnaletica direzionale, cicloparcheggi di interscambio, bicistazione, piano di riciclo biciclette, contrasto furti, bike-sharing... come numero di prelievi il nostro bike sharing è secondo solo a quello di Milano.

Verde urbano: Torino è 5° nella proporzione con il numero di abitanti (13,69 mq/ha), e sale al 3° posto nella dimensione totale delle aree verdi (2731 mq/ha).

Ma è nelle politiche energetiche e ambientali che Torino ottiene le maggiori soddisfazioni:
1° nel teleriscaldamento
1° nell'indice di politiche energetiche (introduzione di incentivi economici e norme cogenti sul risparmio energetico e diffusione fonti energia rinnovabile, procedure di attività libera per l'istallazione di solare termico/fotovoltaico, presenza di Energy manager, acquisto di energia elettrica da fonte rinnovabile...)
1° nelle certificazioni ambientali delle imprese (4 ogni 1.000... qui di strada da fare ce n'è ancora molta)
2° nell'eco-management (utilizzo di carta riciclata negli uffici comunali; auto comunali ecologiche; prodotti equosolidali; certificazione ambientale del Comune; raccolta differenziata all’interno del Comune...)

Insomma, non male sicuramente, ma neanche troppo bene. Soprattutto a livello di inquinamento bisogna rimboccarsi le maniche, ragazzi. Le soluzioni fin qui proposte chiaramente non funzionano o funzionano in modo troppo blando, mentre la città ha bisogno di interventi più radicali. Eddai.



giovedì 6 ottobre 2011

Remembering


Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano.






mercoledì 5 ottobre 2011

Quousque tandem?


No, ma se anche Wikipedia sciopera siamo davvero alla frutta ragazzi. Quanto ancora?



mercoledì 28 settembre 2011

Ed è sempre più Hollande


Se fino a un mese fa la partita per le primarie socialiste in Francia era apertissima tra François Hollande e Martine Aubry, ora il discorso è definitivamente chiuso. Nell'ultimo mese Hollande si è rafforzato tantissimo: secondo il sondaggio realizzato da Ipsos nella settimana appena conclusa, molto è dipeso dal fatto che, secondo i francesi, Hollande è il più sicuro di portare a casa la vittoria alle presidenziali.

Ma non è l'unico motivo: Hollande vince anche in tutte le percezioni del pubblico (è il più attento ai bisogno di francesi, incarna la presidenza, è il più capace di riunire i francesi, è quello più preparato nell'affrontare una crisi internazionale) e consolida il suo vantaggio mentre la Aubry viene progressivamente indebolita, non solo dal punto di vista numerico (rispettivamente +6% e -6% di intenzioni di voto) ma anche nella stabilità dell'elettorato: il 61% dei potenziali elettori di Hollande considera la sua scelta come definitiva, pmentre er la Aubry gli elettori decisi sono solo il 49%.

L'unica speranza della Aubry sta nei voti dei seguaci di Ségolène Royal, che al secondo turno voterebbero al 50% per lei e al 35% per Hollande. Ma Hollande ha dalla sua il 52% dei voti di Montebourg, ormai risalito nei sondaggi fino a insidiare il terzo posto della Royal. Una Royal sempre più stigmatizzata ed estremizzata dagli stessi socialisti (è la candidata con la percentuale più alta di opinioni negative e quella con il giudizio peggiore sulla campagna elettorale in corso).

L'ultimo elemento che vorrei sottolineare è invece la buona opinione dell'elettorato socialista francese sullo strumento delle primarie: il 76% degli intervistati pensa che le primarie siano una buona idea e che il partito e il candidato vincente ne usciranno rafforzati e l'83% è convinto che i candidati battuti sosterranno con lealtà il vincitore. Insomma, percentuali piuttosto bulgare che fanno capire l'importanza che i cittadini assegnano alle primarie come strumento di democrazia e coinvolgimento.



lunedì 19 settembre 2011

E anche quest'anno