via lastampa.it
Il bike sharing raddoppia e si trasferisce in periferia. Convinta che si
debba a tutti i costi rompere l’isolamento - di infrastrutture,
collegamenti, relazioni, opportunità - in cui si divincolano i quartieri
di periferia, l’amministrazione ha deciso di cominciare dalla mobilità.
Leggera, sostenibile, perché è chiaro a tutti che una delle città più
inquinate d’Europa ha bisogno di una rivoluzione nel modo di spostarsi. A
cominciare dalle biciclette, e da un sistema che, arrivato a quasi 60
stazioni, 13 mila abbonati e 3 mila prelievi giornalieri, è pronto a
moltiplicarsi e uscire dalla cinta daziaria del centro.
Entro il
prossimo anno verranno installate 57 stazioni: 24 sono in lavorazione,
27 da definire, le ultime 6 in attesa che si risolvano alcuni problemi
tecnici. Una cosa è certa: i nuovi interventi coinvolgeranno tutti i
quartieri finora esclusi, e disegneranno un progressivo avvicinamento
alle zone più periferiche. Per pianificare a tavolino i prossimi
interventi l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta ha incontrato i
presidenti di circoscrizione. Ha comunicato il piano di espansione della
rete. Ma ha anche chiesto collaborazione: le nuove postazioni da
piazzare saranno individuate dall’amministrazione in tandem con i
quartieri, secondo le necessità delle varie zone della città e i flussi
di traffico in teoria più idonei.
Tenendo presente un criterio:
«La rete, per funzionare, dev’essere a maglie strette», spiega Lavolta,
«non più di 3-400 metri tra una stazione e l’altra». L’espansione,
dunque, seguirà la logica dei cerchi concentrici, e sarà graduale. Ma
non solo: il vertice con le circoscrizioni è servito anche per tracciare
soluzioni inedite: «Immagineremo alcune arterie su cui sviluppare il
servizio», spiega l’assessore, «direttrici che colleghino zone esterne
con il centro». Un primo fronte su cui si lavorerà è l’asse di corso
Francia. «Usare le grandi direttrici del trasporto pubblico può creare
sinergie virtuose tra i mezzi e le biciclette», ragiona il presidente
della quarta circoscrizione Claudio Cerrato.
Un altro tassello
sarà la mobilità ciclabile universitaria. «È una delle ipotesi su cui
sto lavorando con l’assessore alla Viabilità Lubatti», dice Lavolta.
«Sarà uno dei cardini dell’elaborazione del prossimo bici plan». Un
altro sarà la partnership con le imprese: le aziende con più di 300
dipendenti per legge sono tenute a prevedere la figura del mobility
manager e ad adottare misure per la mobilità sostenibile dei loro
dipendenti. Alcune grandi società si sono già fatte avanti, disposte a
piazzare stazioni nei dintorni - accollandosi parte dei costi di
installazione - e incentivare i lavoratori a spostarsi in bicicletta.
martedì 13 settembre 2011
domenica 11 settembre 2011
giovedì 1 settembre 2011
Save Piazza San Giovanni
Che sarebbe poi la Piazza del Duomo. Nemmeno io ne conoscevo il nome fino a ieri, quando ho letto sulla Stampa che la Soprintendenza aveva esteso la sua ala protettrice anche a quello conosciuto come "Palazzaccio", il brutto edificio (o quantomeno discutibile) di fronte al Duomo (qui una breve storia del palazzo, di seguito la foto di Palazzo Richelmy, il predecessore del Palazzaccio):
Oggi leggo su Repubblica un nuovo intervento della soprintendente ai beni culturali Luisa Papotti, un appello a non lamentarsi di quello che c'è sulla piazza (perché tanto ci rimarrà, per quanto discutibile possa essere) ma a provare a valorizzarla cambiando quello che si può cambiare.
In effetti la Papotti fa una riflessione molto giusta quando dice che "in genere la piazza della cattedrale è importante in una città, per Torino non è così". Quanti di noi sanno il nome della Piazza? Quanti la frequentano? Quanti di quelli che la conoscono e ci passano si fermano mai come in piazza Castello o in piazza San Carlo? Piazza del Duomo è effettivamente solo un luogo di passaggio (io la attraverso in genere arrivando da Piazzetta Reale per andare al Quadrilatero romano). La posizione defilata non aiuta: quando ne si descrive la posizione si dice solitamente che si trova "dietro" Piazza Castello, che poi è un "dietro" non solo in senso fisico ma anche di importanza.
E ancora dice la Papotti: "Questo Duomo non ha un sagrato, esci dalla chiesa e ti passa davanti a piena velocità un tram". Tram che, secondo la soprintendente, potrebbe facilmente essere spostato su piazza Castello e sui Giardini Reali.
Senza contare poi che quella piazza costituisce anche l'accesso alla zona dei Fori Romani di Torino che, anch'essi, passano decisamente inosservati o meno osservati di quanto potrebbero essere.
Chiudere quel tratto di via XX Settembre riuscirebbe a creare un senso di staticità che è più proprio di una Piazza. Ma non è il solo intervento che si potrebbe fare: ci vorrebbero più panchine per permettere alla gente di sostare e "creare" un senso di piazza - piazza come luogo d'incontro, piazza come luogo vivo e vissuto. L'ultimo tratto di via XX Settembre, quello che passa tra il parco della Porta Palatina e il Museo di Archeologia, potrebbe diventare un ben viale alberato incorporato nel parco (pensate da via Garibaldi e persino da via Pietro Micca che bell'effetto visivo!) e terminare su Corso Regina. E ovviamente Wi-Fi libero per tutti.
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Torino
lunedì 29 agosto 2011
Porta Nuova pronta ad andare in pensione
Con il passante ferroviario, le stazioni principali di Torino saranno Porta Susa e Lingotto, con Zappata, Rebaudengo e Stura a fare da seconde.
E quindi si apre (anzi,c ontinua) il dibattito su cosa fare non tanto di Porta Nuova, che è appena stata ristrutturata da Trenitalia e quindi continuerà a fare il centro commerciale, quanto piuttosto dell'aria dei binari che saranno dismessi.
Nuovo investimento edilizio per unire San Salvario e San Secondo?
Mah.
Forse si può pensare ad altro.
(NO, non intendo il mare)
E quindi si apre (anzi,c ontinua) il dibattito su cosa fare non tanto di Porta Nuova, che è appena stata ristrutturata da Trenitalia e quindi continuerà a fare il centro commerciale, quanto piuttosto dell'aria dei binari che saranno dismessi.
Nuovo investimento edilizio per unire San Salvario e San Secondo?
Mah.
Forse si può pensare ad altro.
(NO, non intendo il mare)
Torino Daily Photo: Chiusa la LIS
da Torino Daily Photo
Si è chiusa ieri la LIS - Libreria Internazionale de La Stampa (oggi Libreria Mondadori) in via Roma 80 a Torino. Per i torinesi tuttavia è sempre stata la Libreria de La Stampa. Da ragazzo andavo a sfogliare di straforo i giornali stranieri provando l'ebbrezza di essere un po' all'estero. So che oggi ciò muove quasi un sorriso di commiserazione ma per noi ragazzi cresciuti senza Internet, era già molto. Gli ultimi anni ha fatto bella mostra -al numero 82- il manifesto che QUI si vede in grandezza tale da poter essere letto. Raffigura Norberto Bobbio e la citazione è tratta da "Politica e Cultura" (1955): ""Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze""... Io sono un estimatore di Apple ma che al posto della Libreria de La Stampa e del manifesto di Bobbio venga aperto un Apple Store, no, non provoca in me alcun entusiasmo. Anzi.
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domenica 28 agosto 2011
Via Carlo Alberto: plebiscito pedonalizzazione completa
L'Assessore Lubatti ha chiesto ieri ai torinesi di esprimere la loro preferenza rispetto alla pedonalizzazione completa o parziale di via Carlo Alberto e i torinesi hanno risposto in maniera inequivocabile: al momento, su 1000 voti, il 77% vuole la pedonalizzazione completa della via, al di là del problema della raggiungibilità del parcheggio di piazza Bodoni.
La seconda opzione, con un misero 11%, è favorevole alla circolazione delle auto nel tratto da Corso Vittorio a via Mazzini: tra le tre opzioni presentate che prevedevano la circolazione delle auto, quella fino a via Mazzini è quella che vede la circolazione minima indispensabile per raggiungere il parcheggio sotto il Conservatorio.
Le altre opzioni prevedevano la circolazione delle auto fino a via Andrea Doria (e quindi alla bellissima Piazzetta Due Lampioni, appena venuta alla luce grazie alla pedonalizzazione dell'area) o fino a via Maria Vittoria.
Nelle foto, prima e dopo - piazzetta Due Lampioni com'era prima e com'è adesso:
Come raggiungere quindi, in caso di completa pedonalizzazione della via, il parcheggio di Piazza Bodoni? Il problema c'è, e non è cosa da poco. La struttura contiene 454 posti e vi si accede scendendo su via Carlo Alberto e svoltando a destra in piazzetta Due Lampioni su via Bodoni. La soluzione ottimale per mantenere questa viabilità sarebbe autorizzare la circolazione delle auto fino a via Andrea Doria, ma così si perderebbe la pedonalizzazione della piccola piazzetta della banca Passadore: soluzione che consiglio vivamente di evitare. Piuttosto, si renda via Bodoni percorribile su entrambi i sensi, eliminando i parcheggi in superficie: così darà possibile accedere al parcheggio da via San Francesco da Paola.
La seconda opzione, con un misero 11%, è favorevole alla circolazione delle auto nel tratto da Corso Vittorio a via Mazzini: tra le tre opzioni presentate che prevedevano la circolazione delle auto, quella fino a via Mazzini è quella che vede la circolazione minima indispensabile per raggiungere il parcheggio sotto il Conservatorio.
Le altre opzioni prevedevano la circolazione delle auto fino a via Andrea Doria (e quindi alla bellissima Piazzetta Due Lampioni, appena venuta alla luce grazie alla pedonalizzazione dell'area) o fino a via Maria Vittoria.
Nelle foto, prima e dopo - piazzetta Due Lampioni com'era prima e com'è adesso:
Come raggiungere quindi, in caso di completa pedonalizzazione della via, il parcheggio di Piazza Bodoni? Il problema c'è, e non è cosa da poco. La struttura contiene 454 posti e vi si accede scendendo su via Carlo Alberto e svoltando a destra in piazzetta Due Lampioni su via Bodoni. La soluzione ottimale per mantenere questa viabilità sarebbe autorizzare la circolazione delle auto fino a via Andrea Doria, ma così si perderebbe la pedonalizzazione della piccola piazzetta della banca Passadore: soluzione che consiglio vivamente di evitare. Piuttosto, si renda via Bodoni percorribile su entrambi i sensi, eliminando i parcheggi in superficie: così darà possibile accedere al parcheggio da via San Francesco da Paola.
Giardini Reali alti: ancora due anni per l'apertura
Botta e risposta su Specchio dei Tempi in merito alla chiusura della parte alta dei Giardini Reali (ma da quanti anni ormai?)
14/8/2011
Un lettore:
27/8/2011
Il direttore di Palazzo Reale scrive:
14/8/2011
Un lettore:
«Si è cercato, in occasione delle manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, di abbellire Torino e di mettere in mostra le sue innumerevoli bellezze, ma i giardini di Palazzo Reale sono chiusi, perché?
«Sono passato, pochi giorni fa, sotto il porticato del cortile del Palazzo ed ho visto l’entrata ai giardini chiusa da uno sgangherato portone, con buchi che lasciavano vedere l’interno, tutto incolto e pieno di sterpaglie.
«Chiedo, a chi di dovere, come mai codesti giardini, con le loro bellissime piante secolari (una in particolare ricordo, con tutti i rami che scendevano a terra, formava al suo interno una specie di antro buio suggestivo), la grande fontana, le statue, i sentieri: un luogo fresco e tranquillo nel pieno centro della città, che sarebbe tanto gradito agli innumerevoli visitatori del Palazzo Reale, è colpevolmente chiuso e inagibile?
«Ricordo che, anni addietro - d’estate - vi si tenevano spettacoli interessanti, feste, era un luogo frequentatissimo e d’intrattenimento, come mai è finito così miseramente?
«Si sono spesi (e si continuano a spendere) tanti soldi per creare ex novo giardini in altra reggia alle porte di Torino, mentre ciò che c’era, da decenni e decenni, viene lasciato in abbandono?
«Chissà se qualcuno può dare risposta alla mia amarezza per tanta incuria?».
GIUSEPPE M.
27/8/2011
Il direttore di Palazzo Reale scrive:
«Gentile lettore, rispondo alle sue osservazioni del 14 agosto sul tema dei Giardini Reali e della loro attuale chiusura. «Il discorso parte da lontano, dal 1997 e dall'incendio della Cappella della Sindone, il cui immenso e problematico cantiere ha imposto il collocamento della gru e di tutti gli apparati di servizio appunto nei Giardini, dietro il Cortile d'Onore di Palazzo Reale e in adiacenza della Manica Nuova.
Nella stessa area è stato allestito anche il cantiere di restauro di Palazzo Reale (anch'esso danneggiato dall'incendio), durati cinque anni. «In alternativa, i cantieri avrebbero potuto essere posizionati in Piazzetta Reale o presso il Duomo: ma che ne sarebbe stato dell'immagine della città durante gli anni meravigliosi che hanno preceduto e seguito le Olimpiadi invernali, il Congresso mondiale degli architetti, le stesse Celebrazioni del centocinquantenario? «La chiusura dei Giardini è parsa il male minore. E tale è sembrata anche nei confronti dei restauri a seguire: la Manica Nuova di Palazzo Reale destinata ad ospitare la Galleria Sabauda, il cui cantiere è attivo da tempo senza alcuna invasione della città insieme a quello delle centrali tecnologiche di servizio per l'intero Polo Reale.
«Non solo: a breve gli stessi Giardini saranno oggetto di un restauro imponente, sia sotto il profilo impiantistico che formale, ritrovando entro due anni gli antichi tracciati sei e settecenteschi, rinnovando le alberate ormai esauste per vetustà. Contiamo di poter offrire ai torinesi e ai visitatori sempre più numerosi uno spazio verde più sicuro, accogliente e suggestivo».
DANIELA BIANCOLINI
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venerdì 26 agosto 2011
Un Po di spazzatura
In effetti sono stato ai Murazzi e sull'altra sponda ieri sera e devo dire di non avere mai visto un fiume così sporco. Sarà che non ci ho mai fatto troppo caso?
giovedì 25 agosto 2011
Apertura straordinaria piscina Colletta
APERTURA STRAORDINARIA PISCINA COLLETTA
Per contrastare il grande caldo ed offrire ai cittadini un' opportunità di refrigerio, il Presidente della Circoscrizione 7 ha concesso l'apertura straordinaria della piscina Colletta il giorno venerdì 26.08.2011 (normalmente giorno di chiusura settimanale).
Per Informazioni: Piscina Colletta
Piscina Colletta Via E. Ragazzoni 5/7
tel. 011.28.46.26
Per contrastare il grande caldo ed offrire ai cittadini un' opportunità di refrigerio, il Presidente della Circoscrizione 7 ha concesso l'apertura straordinaria della piscina Colletta il giorno venerdì 26.08.2011 (normalmente giorno di chiusura settimanale).
Per Informazioni: Piscina Colletta
Piscina Colletta Via E. Ragazzoni 5/7
tel. 011.28.46.26
Circoscrizione 7.0
Bel progetto quello della circoscrizione 7 di creare un filo diretto con i cittadini tramite la rete:
L'obiettivo, neanche a dirlo, è di avvicinare la circoscrizione, il primo anello della catena amministrativa della Città, ai propri cittadini. E in un'epoca dove il web, i social network e le applicazioni per computer e smartphone stanno sempre più condizionando il nostro quotidiano, il presidente della Sette Emanuele Durante si prepara a lanciare la sua sfida tecnologica in materia di decentramento. Creando proprio su Internet un filo diretto con i cittadini.
E nell'attesa che qualcuno magari si inventi l'applicazione interamente dedicata a Vanchiglietta o a Porta Palazzo, il punto di partenza individuato dal presidente Durante è MappaTo, il portale della Città di Torino che permette a chiunque di disegnare la propria mappa arricchiendola dei contenuti più disparati. «Un'esperienza - sottolinea Durante - che potrebbe essere facilmente calata sul territorio, consentendo ai cittadini di segnalare direttamente su una pagina web quello che non va o magari estendendo agli altri utenti della rete la propria conoscenza del territorio. Ad esempio inserendo la fotografia, accompagnata da una breve descrizione, di un punto di particolare interesse o legato a una vicenda curiosa».
Una grande comunità digitale che andrebbe così ad affiancarsi al confronto che proprio la circoscrizione Sette ha iniziato nella passata legislatura con le assemblee di borgata volute dell'allora presidente Piero Ramasso. «Questa svolta "2.0" della nostra amministrazione - aggiunge Durante - non vuole affatto sostituirsi agli strumenti tradizionali che abbiamo fin qui utilizzato per confrontarci con il territorio. Piuttosto, vogliamo fare in modo che i cittadini abbiano un legame con noi in tempo reale, senza che per renderci partecipi di una loro segnalazione debbano per forza venire nei nostri uffici. Un semplice click e il gioco è fatto».
L'obiettivo, neanche a dirlo, è di avvicinare la circoscrizione, il primo anello della catena amministrativa della Città, ai propri cittadini. E in un'epoca dove il web, i social network e le applicazioni per computer e smartphone stanno sempre più condizionando il nostro quotidiano, il presidente della Sette Emanuele Durante si prepara a lanciare la sua sfida tecnologica in materia di decentramento. Creando proprio su Internet un filo diretto con i cittadini.
E nell'attesa che qualcuno magari si inventi l'applicazione interamente dedicata a Vanchiglietta o a Porta Palazzo, il punto di partenza individuato dal presidente Durante è MappaTo, il portale della Città di Torino che permette a chiunque di disegnare la propria mappa arricchiendola dei contenuti più disparati. «Un'esperienza - sottolinea Durante - che potrebbe essere facilmente calata sul territorio, consentendo ai cittadini di segnalare direttamente su una pagina web quello che non va o magari estendendo agli altri utenti della rete la propria conoscenza del territorio. Ad esempio inserendo la fotografia, accompagnata da una breve descrizione, di un punto di particolare interesse o legato a una vicenda curiosa».
Una grande comunità digitale che andrebbe così ad affiancarsi al confronto che proprio la circoscrizione Sette ha iniziato nella passata legislatura con le assemblee di borgata volute dell'allora presidente Piero Ramasso. «Questa svolta "2.0" della nostra amministrazione - aggiunge Durante - non vuole affatto sostituirsi agli strumenti tradizionali che abbiamo fin qui utilizzato per confrontarci con il territorio. Piuttosto, vogliamo fare in modo che i cittadini abbiano un legame con noi in tempo reale, senza che per renderci partecipi di una loro segnalazione debbano per forza venire nei nostri uffici. Un semplice click e il gioco è fatto».
mercoledì 24 agosto 2011
Il mio pezzo di Danimarca a Torino
Dio benedica quella santa (e molto intelligente) che ha avuto l'idea di esportare Tiger store a Torino. Grazie.
martedì 23 agosto 2011
Un toro a Torino (e non stiamo parlando di un Toret)
E' accaduto ieri sera nella periferia Nord della città.Per il conducente del veicolo grande spavento ma nessuna lesione. L'animale è poi fuggito tra i campi. In corso le ricerche
Un torello ha incornato una Peugeot 206: per l’automobilista tanto spavento, ma nessun danno, meno bene per l’automobile. Non è accaduto tra le strade di Pamplona, ma ieri sera a Torino. Dopo lo scontro, del piccolo toro si sono, al momento, perse le tracce.
Il conducente della Peugeot si è trovato faccia a faccia con l’animale in corso Ferrara all’altezza del numero civico 47. Dopo l’improvvisata corrida, non ha avuto neppure il tempo di rendersi conto di quel che era successo che il toro si è allontanato attraverso i prati in direzione Savonera/Druento, all’estrema periferia della città.
Senza risultato le ricerche condotte dagli agenti di Polizia municipale che hanno rilevato l’incidente. L’unica cosa che pare certa è non sia fuggito dal vicino mattatoio civico.
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Torino
Torino bollino verde per i diritti
Una proposta della Concia per la creazione di un sistema che assegni un bollino verde alle aziende o associazioni che dimostrino di considerare le diversità un patrimonio da valorizzare. Con Torino come città apripista.
Funzionerà?
venerdì 19 agosto 2011
Non so voi
Ma a me viene la nausea a leggere cose così.
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politica
giovedì 28 luglio 2011
Ikea, una posizione pro Saitta
Ieri era il solo, oggi no: un lettore ha scritto a Specchio dei Tempi plaudendo la risoluta presa di posizione di Saitta.
Un lettore scrive:
«Finalmente si è riusciti a dire un "no" ad un nuovo insediamento commerciale che avrebbe distrutto migliaia di mq. di terreno agricolo. Era ora che si incominciasse ad imboccare questa strada. L'Ikea ha già aperto un mega centro a Collegno, con relativa scomparsa di verde e campi, il secondo lo possiamo tranquillamente evitare. Se proprio vogliono insediarsi in provincia, si cerchi una zona industriale abbandonata, una zona dove sono stati costruiti capannoni in cemento, adducendo la solita scusa dei posti di lavoro e poi lasciati li, ad invecchiare. Nell'articolo su La Stampa, si dice che negli Stati Uniti i terreni quasi li regalano, ma si dimentica che a fronte di un quintuplo della nostra popolazione, gli Usa hanno 31volte il nostro territorio e in Slovenia a fronte di un quindicesimo del nostro territorio, la popolazione slovena è un trentesimo di quella italiana. Pertanto di terreno agricolo, noi, non possiamo più sprecarne. Tra l'altro parliamo di alcuni tra i terreni più fertili d'Italia, e questi terreni sono quelli che permetteno, oltre al nostro sostentamento, di coltivare quei prodotti che tanto sponsorizziamo con il Salone del Gusto». ALESSANDROSORRENTINO
mercoledì 27 luglio 2011
NoTAV, NoTangEst, NoGrat, NoIKEA
Il patatrac è fatto. Ormai la decisione della Provincia di Torino di negare il permesso alla costruzione del nuovo centro commerciale IKEA è sulle pagine di tutti i giornali e ha provocato solo polemiche e contestazioni - da parte dell'azienda stessa, dell'opposizione in Provincia, ma anche del parroco di la Loggia, del Sindaco e dei residenti. Non c'è nessuno, se non Saitta, che difenda la scelta della Provincia.
E dire che in tutti questi anni non si è mai creato nessun movimento popolare "No IKEA" - il che merita attenzione, visto il proliferare di questi NO-movimenti negli ultimi anni. Forse non avere un movimento contro cui lottare rendeva il tutto troppo semplice e troppo "giusto".
martedì 26 luglio 2011
Bye bye Ikea
E così IKEA ha deciso: niente più secondo centro commerciale nell'area torinese. Dopo l'ennesimo no della Provincia, l'azienda svedese alza i tacchi e va in cerca di nuovi lidi.
Avevo già discusso il caso mesi orsono, quando era scoppiato: lodevoli le intenzioni di Saitta, ma in questo momento, tra il lavoro e la conservazione del suolo agricolo torinese, in caso di mancato compromesso, il primo dovrebbe avere sicuramente la priorità.
Il compromesso a quanto pare non è stato trovato, e così ci abbiamo perso tutti.
La Provincia lamenta il metodo ultimatum a cui è ricorsa IKEA - "o La Loggia o niente"; IKEA, dal canto suo, contesta che il piano del nuovo centro era stato già preventivamente approvato dalla Provincia numerose volte - e solo in seguito è giunto il no di Saitta.
Direi che entrambi hanno la propria bella fetta di torto. La Provincia avrebbe potuto far saltare subito il piano a La Loggia in favore di un altro, IKEA potrebbe lavorare a un altro studio di fattibilità da qualche altra parte: certo, bisogna ripartire da capo per un lavoro lungo, ma non credo che le manchino le risorse per farlo.
In questi casi comunque credo fortemente che la verità stia nel mezzo, e che se c'è davvero la sincera volontà di trovare un accordo da entrambe le parti, l'accordo si trova. Evidentemente questa volontà non c'è stata. Spero che quello di IKEA sia un bluff e che le trattative continuino; altrimenti, che dire? Gioiremo per il verde salvato: da disoccupati avremo tanto tempo libero per farlo.
Update: lo Spiffero si chiede se il discorso sui terreni agricoli valga anche per la Tangenziale Est, progetto, questo, invece fortemente voluto da Saitta. Eggià.
Avevo già discusso il caso mesi orsono, quando era scoppiato: lodevoli le intenzioni di Saitta, ma in questo momento, tra il lavoro e la conservazione del suolo agricolo torinese, in caso di mancato compromesso, il primo dovrebbe avere sicuramente la priorità.
Il compromesso a quanto pare non è stato trovato, e così ci abbiamo perso tutti.
La Provincia lamenta il metodo ultimatum a cui è ricorsa IKEA - "o La Loggia o niente"; IKEA, dal canto suo, contesta che il piano del nuovo centro era stato già preventivamente approvato dalla Provincia numerose volte - e solo in seguito è giunto il no di Saitta.
Direi che entrambi hanno la propria bella fetta di torto. La Provincia avrebbe potuto far saltare subito il piano a La Loggia in favore di un altro, IKEA potrebbe lavorare a un altro studio di fattibilità da qualche altra parte: certo, bisogna ripartire da capo per un lavoro lungo, ma non credo che le manchino le risorse per farlo.
In questi casi comunque credo fortemente che la verità stia nel mezzo, e che se c'è davvero la sincera volontà di trovare un accordo da entrambe le parti, l'accordo si trova. Evidentemente questa volontà non c'è stata. Spero che quello di IKEA sia un bluff e che le trattative continuino; altrimenti, che dire? Gioiremo per il verde salvato: da disoccupati avremo tanto tempo libero per farlo.
Update: lo Spiffero si chiede se il discorso sui terreni agricoli valga anche per la Tangenziale Est, progetto, questo, invece fortemente voluto da Saitta. Eggià.
Linea 7 storica, i perché di uno stop
Spiegati su Torinoclick (e ripresi da un amico di skyscrapercity) i motivi dello stop alla circolazione per i tram della linea storica 7 nei giorni feriali (cliccare sull'immagine per ingrandire):
lunedì 25 luglio 2011
Sospensione estiva ZTL e zone blu
Come negli anni scorsi la Giunta Comunale ha disposto la sospensione estiva del pagamento della sosta nelle “zone blu” e delle limitazioni previste dalla ZTL ordinaria: la sospensione riguarderà il periodo tra l’8 ed il 20 agosto compresi.
Nei parcheggi a barriera ed in quelli “in struttura” affidati a GTT resterà in vigore la sosta a pagamento, mentre per quanto riguarda quelli in gestione ad altri l’eventuale sospensione verrà definita con apposite ordinanze.
Gli abbonamenti ai parcheggi GTT acquistati per il mese di settembre potranno essere utilizzati a partire dal 22 agosto, mentre con quelli validi per il mese di luglio si potrà sostare fino al 6 agosto.
Resteranno invece in vigore anche durante l’estate i divieti alla circolazione nella ZTL Area Romana tra le 21 e le 7,30 (dalle 19,30 in piazza Emanuele Filiberto), nelle vie e corsie riservate ai mezzi pubblici (tra 7 e le 21), nelle aree pedonali e nella ZTL Valentino (in entrambi i casi dalle 0 alle 24 di tutti i giorni, festivi compresi). (e.v.)
(via MarcoAddonisio)
Nei parcheggi a barriera ed in quelli “in struttura” affidati a GTT resterà in vigore la sosta a pagamento, mentre per quanto riguarda quelli in gestione ad altri l’eventuale sospensione verrà definita con apposite ordinanze.
Gli abbonamenti ai parcheggi GTT acquistati per il mese di settembre potranno essere utilizzati a partire dal 22 agosto, mentre con quelli validi per il mese di luglio si potrà sostare fino al 6 agosto.
Resteranno invece in vigore anche durante l’estate i divieti alla circolazione nella ZTL Area Romana tra le 21 e le 7,30 (dalle 19,30 in piazza Emanuele Filiberto), nelle vie e corsie riservate ai mezzi pubblici (tra 7 e le 21), nelle aree pedonali e nella ZTL Valentino (in entrambi i casi dalle 0 alle 24 di tutti i giorni, festivi compresi). (e.v.)
(via MarcoAddonisio)
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