Candidati Presidente - intenzioni voto:
Cota (CDX) 46%
Bresso (CSX): 46%
Altri: 8%
Notorietà:
Cota (CDX) 51%
Bresso (CSX): 82%
Propensione al voto:
Cota (CDX) 20%
Bresso (CSX): 29%
Il più adeguato:
Cota (CDX) 14%
Bresso (CSX): 34%
giovedì 4 febbraio 2010
mercoledì 3 febbraio 2010
Campagna nucleare
Mercedes Bresso: "No al nucleare a Trino"
Roberto Cota: "Sì a Trino se la centrale è necessaria"
domenica 31 gennaio 2010
Su Casini e sul bipolarismo
Risparmio ogni digressione su leggi elettorali varie; è ovvio che bisogna cambiare quella esistente con un'ampia maggioranza (in modo da non dover discutere lo stesso argomento alla prossima legislatura di colore opposto), ma credo che ve ne siano diverse che hanno i propri pro e i propri contro. Se ne discuta nelle sedi più indicate insomma.
Il mio modello di riferimento, devo ammetterlo anche questa volta, è la Norvegia. Nel sistema partitico norvegese (e in Scandinavia in generale) esistono otto, nove, dieci partiti che in occasione delle elezioni politiche si raggruppano in due principali schieramenti che difficilmente raggiungono la maggioranza in Parlamento e vanno a formare i cosiddetti governi di minoranza. Questi governi sono costretti a cercare una maggioranza trasversale a seconda della materia dibattuta in Parlamento. E sapete qual è la cosa più eclatante? Che funzionano. Che legiferano. Che trovano un'intesa sempre diversa, che alla fine corrisponde al sentire/volere della popolazione molto più delle azioni di governo decise dal Premier e approvate da un decreto legge.
Se il Partito Laburista vuole far passare una legge che aumenti gli aiuti sociali sul lavoro, cercherà un'intesa con i partner della coalizione e con i cristiano-democratici, anch'essi favorevoli ad una tale azione di legge. Magari con qualche modifica, ma la legge viene approvata in tempi ragionevoli. Se lo stesso Partito Laburista volesse approvare una legge sulla ricerca sulle cellule staminali, cercherebbe il consenso mancante nel Partito Liberale di Destra (che, curiosamente, si chiama "Sinistra", come in Danimarca... perché originariamente era il partito di sinistra, e con gli anni le sue posizioni sono state scavalcate da posizioni ancora più di sinistra tanto che si è ritrovato ad essere a destra). Questa è democrazia, questo è un Parlamento sano.
Ricapitolando... tutti i sondaggi delle elezioni regionali 2010 in Piemonte

Cliccate sulla tabella e ingranditela così da vederla tutta (diventa sempre più larga).
Ormai il confronto a tre è inutile, dato che l'UDC ha firmato il patto con la Bresso.
Nella corsa a due, Cota precipita perché le rilevazioni cominciano più costantemente a dare la Bresso in vantaggio. In vantaggio di una bazzeccola s'intende; per come stanno ora le cose, la corsa si preannuncia all'ultimo voto.
Crescono il PD e il PDL, scendono di un soffio Lega, IDV e UDC; quest'ultima in particolare comincia a soffrire il calo di voti dovuto all'ingresso nella coalizione del csx (come già ribadito più volte, Casini è tanto più forte quanto più si equidistanzia dai due poli, e questo vale anche a livello regionale dove l'UDC era dato persino ad un 9%).
Sarebbe interessante dividere le percentuali degli "altri" partiti in partiti di csx e partiti di cdx, ma qui le rilevazioni sono tutte discordanti tra loro e non considerano mai lo stesso scenario di partitini. Man mano che le liste si vanno definendo, forse sarà possibile.
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